Nella gola

Le mie paure si sono annidate nella gola. Hanno trovato un rifugio e si sono insediate lì. Le mie paure sono dei virus, degli organismi endocellulari obbligati. Vivono a spese mie e non pagano l’affitto. A volte si spostano. Qualche volta stanno dentro le tonsille e quelle si gonfiano. Il dottore le ha chiamate ipertrofiche. Ho le tonsille ipertrofiche, piene zeppe di paure. Piene zeppe. E bloccano un po’ il passaggio dell’aria. Per questo mi sento soffocare. Le tonsille servirebbero a combattere le infezioni, invece le mie combattono me. Le infezioni restano. Le mie paure a volte si spostano nella laringe e si adagiano sulle corde vocali. E non riesco più a urlare. Neppure a parlare, a dirla tutta. Le parole non escono di bocca e si accumulano come un peso non necessario, ma sufficiente a toglierti il respiro. È facile togliere questo respiro. Basta un po’ di paura nelle tonsille, un altro po’ nella laringe, ed è fatta. È come un rospo che è rimasto bloccato in gola. E respiro un po’ meno perché gli prendono ‘sti periodi così, al rospo. Arriva, se ne va, torna, fa un giro, uno solo su sé stesso, poi se ne va di nuovo e di nuovo torna. Arriva e mi abita. Senza pagare l’affitto. A spese mie.

Federica Virecci Fana