Come la generazione Stranger Things ha riscoperto la musica degli ’80s

Il 2025 ha portato via con sé una dei pilastri della cultura pop attuale: Stranger Things (leggi qui la nostra recensione della stagione 5) è ormai giunto al termine. Il colosso Netflix original ha chiuso i battenti dopo più di dieci anni di lavorazione, un decennio di avventure, mondi paralleli e storie che hanno appassionato ragazzi e adulti di tutte le età e di ogni parte del mondo.

É evidente, infatti, che il fandom dei “Nerds” sia uno dei più grandi e devoti degli ultimi tempi, capace di rendere ogni nuova uscita una ricorrenza su scala mondiale.

La generazione Stranger Things riscopre la musica degli anni ’80

A contribuire alla confezione della serie-fenomeno pop dei gemelli Duffer concorre una molteplicità di elementi, tutti curati e mai nessuno lasciato al caso. Ma uno risalta particolarmente.

Musica offerta al pari di un tesoro, affidata alle cure della generazione Stranger Things: Prince, Kate Bush, Metallica, David Bowie, Diana Ross e ABBA hanno accompagnato la stagione cinque. Ma anche The Police, Madonna e i The Clash sono stati colonna sonora delle precedenti.

Brani che rinascono una, due, tre volte, vivono mille vite e danno voce a un’immaginario vastissimo e coloratissimo, quello degli ani ’80. Stranger Things è stato un potentissimo propulsore per sparare in vetta alle classifiche hit di più di 40 anni fa, quelle che per la generazione X sono sempre state “vera musica”, in barba a quella di oggi. I nostri genitori hanno avuto quindi la loro rivincita, e noi siamo caduti volentieri vittime del fascino di sintetizzatori e ritmi scalpitanti da Top of the Pops.

Nulla attiva l’elemento nostalgia come la musica, essa è ciò che determina davvero la vibe retrò di una Hawkins sospesa al tempo in cui i centri commerciali erano ancora una novità.

Ecco quindi il meglio di ciò che i Duffer vogliono farci recuperare da quegli anni.

stranger things
max e undici in una scena della serie Netflix Stranger Things dei Duffer Brothers

 Should I Stay or Should I Go

Una canzone della band punk rock inglese The Clash, tratta dal loro quinto album in studio, Combat Rock, scritta nel 1981. Nella serie figura, fin dalla stagione 1, come una delle canzoni preferite dei fratelli Byers. É la melodia ricorrente che rassicura Will nel sottosopra e che gli dà coraggio quando tutto sembra perduto. Un leitmotiv semplice ma potente, riflette la forza dei legami affettivi e familiari. Appena uscita non ebbe grande successo, ma ricevette maggiore attenzione quasi un decennio dopo a seguito di uno spot pubblicitario di jeans Levi’s dei primi anni ’90.

Il testo trasmette l’urgenza di prendere una decisione sullo stato di una relazione. I The Clash descrivono un rapporto segnato da manipolazione e imprevedibilità. Le frasi “It’s always tease, tease, tease” e “You’re happy when i’m at my knees” suggeriscono una lotta di potere e vulnerabilità, quasi una sensazione di supplica per la stabilità.

Every Breath You Take

Colonna sonora del finale della stagione 2, insieme a Time After Time di Cindy Lauper, è ancora oggi una delle ballads più famose di sempre. La voce di Sting accompagna lo Snow Ball e i primi baci dei nostri protagonisti, lasciandoci a sognare un lieto fine che, per alcuni, non arriverà mai.

Every Breath You Take” è una canzone della rock band inglese The Police, tratta dal loro quinto e ultimo album in studio Synchronicity (1983). Il singolo fu il più grande successo americano e canadese del 1983. Per sfuggire agli occhi del pubblico, Sting si ritirò nei Caraibi. Da qui giunge l’ispirazione.

“Sembra una canzone d’amore confortante. All’epoca non mi ero reso conto di quanto fosse sinistra. Credo stessi pensando al Grande Fratello, alla sorveglianza e al controllo.”

Il videoclip (diretto dal duo Godley & Creme) è liberamente ispirato al cortometraggio Jammin’ the Blues (1944) di Gjon Mili. Girato in bianco e nero con una sfumatura blu navy, il video mostra la band, accompagnata da un pianista e una sezione archi, che esegue la canzone in una sala da ballo buia mentre un uomo lava la finestra dal pavimento al soffitto dietro di loro.

Material Girl

Classicone dei più stereotipati anni ’80, questa hit di Madonna accompagna Undici e Max in uno spensierato giro allo Starcourt, il centro commerciale di Hawkins nella stagione 3.  Libere dai problemi di cuore, si lasciano trasportare dalla magia dell’era d’oro del consumismo. Rilasciata come singolo per il suo secondo album in studioLike a Virgin (1984), consiste in arrangiamenti dance pop di sintetizzatori con un canto vocale robotico post disco, che ripete il ritornello, “vivere in un mondo materiale”. Il testo si identifica con il materialismo, con Madonna che chiede una vita ricca e benestante, e vuole uscire solo con uomini che possano offrirgliela. Il videoclip rende omaggio all’interpretazione di Marilyn Monroe della canzone “Diamonds Are a Girl’s Best Friend” nel film del 1953 Gentlemen Prefer Blondes. Ha spiegato:

“Sono molto orientata alla carriera. Sono attratta anche da persone ambiziose […]  Questa è la sicurezza. Dura più a lungo delle emozioni.”

Master of Puppets

A delineare il momento più iconico della serie abbiamo i Metallica, la scelta di Eddie Munson per consacrare il suo personaggio in una scena eroica nella stagione 4. Il frastuono della chitarra distorta di Eddie allontana la minaccia dei demobats per qualche secondo. Sappiamo tutti come andrà a finire, ma forse anche per l’esito tragico dell’impresa, questa scelta musicale risulta indimenticabile.

Si tratta di una canzone thrash metal della band metal americana, usicta nel 1986. Unico singolo estratto dall’album Master of Puppets, è anche nota per l’ampio uso del downpicking e della lunga sezione strumentaleAttraverso liriche taglienti e dirette, la dipendenza emerge in tutta la sua devastante complessità. Frasi come “I’m your source of self destruction” e “Taste me you will see, more is all you need” dipingono un quadro di autodistruzione e brama insaziabile.

Il testo è un’esplorazione oscura del controllo che le sostanze esercitano sulla vita di una persona, paragonabile appunto al dominio totale di un burattinaio sui suoi pupazzi inanimati.

Fernando

Veniamo ora alla stagione 5 di Stranger Things, nel momento in cui Karen Wheeler si redime agli occhi di tutti. Nel tentativo di proteggere la figlia Holly, la madre attacca il demogorgone con una bottiglia di vino. La strage perpetrata dal mostro si contrappone alla romantica dedica shlager degli ABBA, datata 1976.

Il nome “Fernando” è stato ispirato da un barista con lo stesso nome che lavorava in un locale frequentato dalla band a Stoccolma, in Svezia. La canzone racconta la storia di due veterani combattenti per la libertà della Rivoluzione messicana che guardano indietro al loro tempo di lotta per l’indipendenza. Fernando si apre con una scena che rappresenta il momento in cui i due rivoluzionari entrano in battaglia. Mentre il suono della guerra si avvicina, il coraggio di Fernando aiuta la coppia di ribelli a superare la paura di morire.

Purple Rain

Veniamo infine all’epilogo, il farewell definitivo di Undici. Mentre Mike le corre incontro, lei lo accoglie nel buio della sua mente per un ultimo bacio. Ecco che Prince conferisce il giusto pathos alla scena, un addio straziante e la rinuncia all’amore di una vita in un contesto apocalittico: la pioggia viola di cui parla la canzone.

È la traccia principale dell’album omonimo del 1984, che a sua volta è la colonna sonora del film del 1984 Purple Rain con Prince, ed è stata pubblicata come terzo singolo dell’album. Purple Rain è una canzone che mescola rock, gospel, assoli di chitarra alla Jimi Hendrix e una lunga coda orchestrale (aggiunta in seguito a quella registrazione dal vivo). Otto minuti di estasi.  Prince spiegò il significato della sua ballad come segue:

“Quando c’è sangue nel cielo… rosso e blu risulta in viola. La pioggia viola riguarda la fine del mondo e l’essere con chi ami e lasciare che la tua fede o Dio ti guidi attraverso la pioggia.”

Carla Fiorentino