Nel silenzio ovattato di dicembre,
quando l’aria pare tessuta di brina e meraviglia,
il mondo si raccoglie in un respiro più lento,
come se ogni cuore attendesse, segretamente,
il dolce miracolo del Natale.
Le luci tremolano sui davanzali e tra i rami dei pini,
piccole gemme sospese nell’ombra,
che riflettono negli occhi di chi osserva
l’intima gioia di sentirsi a casa,
di sentirsi amati,
di sentirsi completi.
Il Natale si manifesta nei dettagli più piccoli:
nel fruscio vellutato della carta che avvolge un regalo,
nel crepitio sommesso del camino,
nel calore di chi ci è vicino,
nella delicatezza di un sorriso condiviso.
E allora comprendiamo che il Natale non risplende nel fragore delle feste
né nel luccichio insistente delle vetrine,
ma nel passo lieve dei ricordi che tornano a sfiorarci.
Come una musica lontana che riconosci dal respiro,
ciò che amiamo ritorna discreto,
si posa accanto a noi con naturalezza,
e accende nel cuore una chiarità sottile,
una luce che non si esibisce,
ma che sa farsi sentire
anche a occhi chiusi.
Giusy Lanzafame