Everyone’s A Star: che fine hanno fatto le boyband?

Your Favorite Boy Band is Back

Questa la provocazione con cui i 5 Seconds of Summer ci introducono nella loro nuova era. Un’evoluzione, la loro, audace ed autoironica, arma perfetta per inserirsi nel contesto della lotta dei sopravvissuti allo star system che sta prendendo piede negli USA. Nasce così Everyone’s A Star!, il loro sesto album, uscito il 14 novembre scorso per Republic Records.

L’opera gira tutta intorno all’auto ironia e a una freak energy che guarda al mondo con un cinismo tagliente. I 5sos si prendono gioco delle etichette che li hanno perseguitati per anni, avendoli bollati come l’ennesima boyband, per sempre l’opening act di qualcun’altro.

Siamo sempre stati definiti una boyband e questa canzone parla di noi che prendiamo possesso di questa narrativa e riprendiamo il potere, dicono.

Ballano con ritmi sfrenati al suono dei propri demoni e di amori che annaspano per restare in vita. E ci tengono a denunciare – senza fare sconti a nessuno – il logorio di una visibilità costante, che li espone alle percezioni distorte del pubblico e alla natura contraddittoria delle relazioni parasociali. Ebbene si, chiamano in causa anche i propri supporter, nella speranza di portarli a riflettere senza mai smettere di farli ballare.

Questa nuova era arriva forte come uno schiaffo: inarrestabile l’ambizione dietro questo progetto che, con un tour de force di tre mesi di promo, ha modificato il modo in cui la band racconta se stessa, guardando in faccia la propria storia e introducendosi al pubblico con narrative inedite e una nuovissima estetica.

5 seconds of summer
foto: billboard philippines

Everyone’s A Star! è una presa di coscienza

In poco più di mezz’ora, questo disco esplora ogni angolo del pop punk. L’evoluzione di sonorità presenti dall’inizio della loro carriera nasce dall’autocoscienza e dal preso possesso della propria identità artistica unapologetically pop. I 5sos prendono così la forma di una boyband post-moderna, sonoramente diversificata e tematicamente ambiziosa. Fanno proprie sonorità rave, slanci alt-rock, synth-pop e un’ironia generazionale coerente con la vibe complessiva dell’album. Mezzi azzeccati per veicolare opinioni forti e una buona dose di satira. Il connubio tra strumentali movimentati, testi sfacciatamente onesti e la voglia di fare rumore, dà quasi l’impressione dei capricci di un bambino: l’elemento infantile appare fondamentale ma non preponderante, è funzionale alla narrazione e alla resa di sentimenti reali. 

5 seconds of summer
foto: billboard philippines

5 Seconds of Summer: evoluzione è la parola chiave

Questo bambino, però, si sta evolvendo: l’evoluzione sembra infatti essere il concetto di base, la chiave di volta che tiene insieme tutto l’album (non a caso, la traccia Evolve sembra essere manifesto di quest’opera, nonostante non sia stata pubblicata come singolo). Tra sintetizzatori e tracce audio distorte, l’album presenta un gusto melodico da primi anni Duemila, interiorizzato e riproposto con la consapevolezza di più di quindici anni di carriera. Hanno trovato la propria nicchia a cavallo fra il pop, il punk, il rock e l’alternative, entrando di diritto a far parte della categoria di performer che hanno definito l’era musicale dello scorso decennio. Everyone’s A Star! segna una reinvenzione artistica riuscitissima e una forte progressione narrativa per la band, che si libera del tutto dell’influenza di mode e tendenze esterne a se stessa.

L’album è stato plasmato nel corso del 2024 e del 2025 tra Los Angeles e Nashville, scritto e prodotto in collaborazione con alcuni dei più grandi nomi del settore: parliamo di gente del calibro di Jason, Julian Bunetta (quando si tratta di lui, la hit è assicurata) e John Ryan

Durante questo periodo, tutti e quattro i membri hanno anche pubblicato i rispettivi album solisti, con Michael Clifford e Calum Hood che hanno pubblicato i loro nel 2025. Questa esplorazione creativa individuale è un tema chiave del titolo dell’album, come ha spiegato Luke Hemmings, che il titolo incarna l’idea che ogni membro possa creare un album solista, ma la vera magia avviene quando si uniscono. 

foto: billboard philippines

I 5 Seconds of Summer non sono mai stati così social

Questa nuova era si è presentata con un’estetica ibrida, che rivisita e contamina quello stile prettamente Y2K tornato in auge negli ultimi tempi. Con una palette che vede quel silver futuristico unirsi a forme spezzate e colori sgargianti, il nuovo look con cui Luke, Calum, Micheal e Ashton si sono presentati al pubblico non è mai stato così accattivante e riconoscibile. 

Le voci sul ritorno della band iniziarono a circolare con un misterioso nuovo account Instagram, @thediaryofsix, con la provocazione “la vostra boy band preferita è tornata.” Questo ha preparato il terreno per l’annuncio dell’album e l’uscita del singolo principale, NOT OK, il 24 settembre 2025. 

Per promuovere ulteriormente Everyone’a a Star!, i 5 Seconds of Summer si sono esibiti in altri eventi pop-up e in California, Londra e Times Square a New York. Il 17 e 19 novembre 2025, si sono uniti alla band pop rock americana Jonas Brothers come ospiti a sorpresa nel tour Jonas20: Greetings from Your Hometown Tour per esibirsi nel loro mini-set. Il 19 novembre 2025, la band ha anche tenuto in televisione la traccia che dà il titolo all’album al The Today Show. Queste apparizioni e una quantità spropositata di contenuti social tra Instagram e TikTok hanno definito un’impeccabile strategia di marketing che ha centrato in pieno l’obiettivo di riaccendere una vecchia fiamma, ritornando la nostra N.1 Obsession.

Carla Fiorentino