Solo pochi giorni fa, il Comitato prezzi e rimborsi (cpr) dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha approvato la decisione di rendere gratuita la pillola anticoncezionale orale per tutte le donne, senza distinzione di età e di provenienza. Infatti, fino ad oggi, solo alcune Regioni si erano fatte carico autonomamente del rimborso della pillola: tra queste, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Lazio e Piemonte.
Non solo: anche la pillola PreP, la Profilassi Pre-Esposizione, utile per contrastare l’HIV, sarà rimborsata al 100% da tutte le regioni italiane.

L’anticoncezionale: perché è importante renderlo gratuito
Si stima che, per le casse dello Stato, la gratuità della pillola avrà un costo totale di circa 140 milioni di euro l’anno.
La pillola anticoncezionale è un farmaco che, tramite degli ormoni simili a quelli prodotti naturalmente dall’ovaio, impediscono l’ovulazione, cioè la produzione dell’ovulo, e realizza un effetto contraccettivo, prevenendo così il rischio di una gravidanza indesiderata.
È molto spesso indicato anche per la dismenorrea, il dolore mestruale, proprio perché agisce sui disturbi legati al ciclo come il gonfiore, la cefalea premestruale e i fastidi di metà ciclo legati all’ovulazione, caratterizzati da dolore e perdite di sangue. La pillola è infatti molto indicata anche per chi ha cicli troppo abbondanti e ha inoltre un effetto protettivo sui disturbi della premenopausa.
Non è finita qua: è un buon alleato per chi soffre disturbi causati da squilibri ormonali come la fibromi e l’endometriosi. Alcune formulazioni sono infine prescritte come trattamento per l’acne.
È scientificamente dimostrato che le donne che usano la pillola anticoncezionale sono più protette dai tumori dell’utero, dell’ovaio e del colon retto.
La contraccezione in Italia
Secondo uno studio condotto dalla European Parliamentary Forum for Sexual & Reproductive Rights (EPF), l’Italia si trova al 23esimo posto fra i 46 paesi europei in studio riguardante l’accesso agli anticoncezionali, al counseling e all’informazione online sul tema. Le cause più comuni possono essere la difficoltà d’accesso al farmaco, ma anche le resistenze culturali, favorite da una scarsa e superficiale informazione.
A conferma di questa tesi vi sono molteplici studi nazionali, tra cui anche un’analisi ISTAT pubblicata nel 2017. Secondo questo studio, la maggioranza della popolazione tra i 18 e 54 anni utilizza metodi per pianificare o evitare una gravidanza. Seppur quelli più utilizzati siano il preservativo e la pillola anticoncezionale, il metodo preferito dagli italiani rimane il coito interrotto (20%).
Un’importante decisione, una battaglia storica e sociale per l’Italia. Anche per la dottoressa Giovanna Scroccaro, presidente del CPR:
È una decisione importante, che consentirà a un maggior numero di donne di accedere alla contraccezione orale, fino adesso considerata troppo costosa da molte di loro, che infatti non potevano permettersela. Da sempre in Italia c’è uno scarso ricorso alla contraccezione e questo ora potrà cambiare.
Saranno disponibili prima dell’autunno, perché dopo l’approvazione in Commissione tecnico-scientifica e in Comitato prezzi e rimborsi, l’operazione deve superare il vaglio del Cda di AIFA. Per quanto riguarda i tipi di pillola, invece, ne sono stati scelti 9 su 21, tre per ognuna delle tre categorie indicate dalla Commissione tecnico-scientifica in base al diverso contenuto di principio attivo, così da soddisfare le diverse esigenze di chi la assumerà.

La svolta per la PreP
Anche la PreP, o Profilassi pre-Esposizione, verrà nei prossimi mesi messa in commercio in una modalità interamente rimborsabile dallo Stato.
Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 in Italia sono state fatte 1.770 nuove diagnosi da Hiv, un numero ancora troppo alto, pari a 3 nuovi positivi ogni 100.000 residenti. È vero che l’incidenza di nuove diagnosi di Hiv è in continua diminuzione dal 2012, ma risulta anche un ritardo di diagnosi in molte persone. Proprio per questo, la notizia assume dei connotati importanti, di rilevanza storica per il nostro paese, una svolta attesa da anni che contribuirà a evitare centinaia di infezioni da HIV.

Il farmaco contro l’HIV
Approvata nel 2016 dall’Agenzia europea del farmaco, si tratta di una compressa da assumere prima e dopo l’esposizione al rischio di contrarre il virus. Le pillole contengono farmaci antiretrovirali che impediscono che il virus si riproduca nel corpo, proteggendolo dall’infezione.
La Prep è consigliata a chi corre dei rischi per una relazione sessuale con un partner che ha l’Hiv, per chi ha incontri sessuali casuali e non usa il preservativo, e a chi condivide siringhe per iniettare droghe.
L’efficacia della PrEP è riconosciuta da importanti studi e dai dati dei moltissimi paesi che l’hanno implementata con programmi pubblici; per questo tutte le agenzie internazionali (UNAIDS, OMS, ECDC, CDC, FDA, EMA ecc) raccomandano agli Stati membri di garantirne l’accesso e considerano la PrEP un elemento chiave per la sconfitta dell’AIDS entro questo decennio, così come prevede l’agenda ONU 2030.
Se assunta correttamente e secondo le indicazioni mediche, la pillola può sfiorare un’efficacia preventiva del 100% evitando costi umani, sociali ed economici molto alti, proprio come rivela il coordinamento LILA:
Per questo ora è importante che Regioni e Ministero della Salute garantiscano servizi PrEP efficienti, con possibilità di visite e accertamenti diagnostici gratuiti. Prevenire non è un costo ma un investimento; ricordiamo, infatti, che chi contrae l’HIV deve essere poi seguito e curato per tutta la vita.
Secondo Bruno Marchini, presidente di Anlaids Onlus, un’associazione che si occupa della lotta all’Hiv e all’Aids dal 1985:
La rimborsabilità della Prep è un importante passo in avanti nella prevenzione dell’infezione da Hiv, poiché rende il farmaco fruibile da tutte le persone. La Prep è però un percorso che, oltre alla prescrizione del farmaco, comprende lo screening periodico delle infezioni sessualmente trasmesse, che al momento è, nella maggior parte delle regioni italiane, ancora a carico dell’utente. Auspichiamo una completa presa in carico del percorso per garantire una prevenzione efficace e completa consapevolezza.
Victoria Calvo