Elegia Americana e il sogno americano solo per pochi privilegiati – Voto UVM: 3/5
Il luogo da cui veniamo è chi siamo, ma scegliamo ogni giorno chi vogliamo diventare.
Elegia Americana (2020), è un film diretto da Ron Howard, tratto dall’omonimo libro di J.D Vance, uscito nelle sale cinematografiche statunitensi e distribuito a livello globale sulla piattaforma Netflix.
J.D con la madre, fonte: wired.it
La pellicola, che si basa interamente sul libro delle memorie di J.D, ha suscitato immediata curiosità tra gli spettatori e anche qualche critica.
L’adattamento cinematografico mostra tre generazioni di famiglie messe a confronto; queste, oltre a condividere lo stesso sangue, condividono il desiderio di realizzare il sogno americano, visto come un’utopia da coloro che non hanno i giusti mezzi educativi.
La mia famiglia non è perfetta ma mi ha reso chi sono
La storia si svolge nel sud dell’Ohio e il film inizia descrivendo J.D (Gabriel Basso) ex marine e studente di giurisprudenza a Yale; quando egli è finalmente pronto ad ottenere il lavoro dei suoi sogni arriva una chiamata che lo costringe a ritornare nella sua casa natale per problemi familiari.
Il protagonista dovrà far i conti col passato che ha cercato di dimenticare. Ritornando a casa dovrà “immergersi” nelle divergenze della sua famiglia (molto complessa); in particolare con la madre Bev(Amy Adams) tossicodipendente ed ex infermiera, donna travagliata, cinica ma molto intelligente.
J.D, durante la sua permanenza, sarà costretto a fare un viaggio nel passato che lo porterà a ricordare i momenti bui della sua vita: dalla violenza domestica fino all’amore per la nonna materna Mamaw (Glenn Close) una donna forte che farà di tutto per far ottenere al nipote una vita migliore.
J.D con la madre la sorella. Fonte:tomshw.it
Rapporto genitore e figli
La famiglia è l’unica cosa che conta. Lo imparerai.
Tema centrale della pellicola è il rapporto genitori e figli. Di certo in questo film non troveremo il tipico rapporto mostrato dalle commedie americane, ma una versione molto più reale fatta di difficoltà, violenza verbale e fisica. J.D e la sorella Lindsay (Haley Bennet) non hanno un rapporto di amore e serenità con la madre; quest’ultima scaricherà tutta la sua frustrazione verso i figli e sarà la nonna a prendere il posto di capo famiglia, per offrire un futuro migliore a tutti: non solo ai nipoti ma anche alla figlia.
Un sogno americano realista
Tu devi decidere. Vuoi essere qualcuno o no?
Elegia Americana ci fa scoprire l’altra faccia degli Stati Uniti, quella fatta di povertà e dipendenze, nella quale solo chi ha un sostegno può proseguire il proprio cammino e ottenere una vita diversa. Il film non ci mostra il tipico sogno americano (nel quale ci hanno fatto sempre credere) ma uno realistico che può perseguire solo chi ha la voglia di lottare.
Sono molte le tematiche trattate: tra queste c’è la sanità americana, criticata in quanto volta le spalle a chi non ha una buona assicurazione; le droghe, che diventano un modo per i più deboli di affrontare la propria esistenza e creare un mondo di illusioni (con metodi poco morali).
J.D con la nonna. Fonte: cinemaicrewplay.com
Un film a tratti pesante, ma che fa capire allo spettatore cosa vuol dire lottare:
– Ci sono tre tipi di persone al mondo: i Terminator buoni, i Terminator cattivi e quelli neutrali.
– Tu sei buona.
– Non lo sono sempre stata. Ho dovuto imparare. Potresti farlo anche tu.
La critica
Come in ogni film che si rispetti non sono mancate le critiche: la pellicola è stata persino definita come “il peggior film dell’anno”. Ma per quale motivo?
Sicuramente le incongruenze tra il libro e il film sono tantissime, a tal punto da far sembrare che il regista sembra abbia perso di vista i punti più importanti del racconto. Quest’ultimo infatti sottolinea come (e quanto) la povertà sia una fonte di “vergogna” e lo fa tramite la figura di J.D.: il giovane si sente in forte disagio in relazione alle sue origini e lo dimostrerà nella prestigiosa Yale, non parlando con nessuno del suo passato e venendo quasi escluso. Questa estremizzazione del film travisa il romanzo: l’autore – al contrario – fa notare come addirittura i colleghi di corso siano incuriositi dalle sue umili origini e queste di certo non sono la fonte del suo isolamento.
Forse Ron Howard non è riuscito a fare centro stavolta, ma nonostante le critiche il film nasconde qualcosa di vero; anche se in modo cupo e pesante riesce ad essere denuncia della gloriosa America e per questo vale la pena guardarlo.
Alessia Orsa
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